
Cosa scrivono i giornali a proposito di cuccioli:
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ANIMALI La crisi colpisce anche gli animali, cuccioli venduti a rate sul web di Priscilla di Thiene
5 gennaio 2011 |
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Si vendono meno cuccioli, colpa della crisi. Ma per gli allevatori esiste una soluzione: il cucciolo a rate. A denunciare il fenomeno è l’Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, preoccupata per le ripercussioni che un tale commercio potrebbe avere. ‘Il cucciolo non è un giocattolo’ è uno degli slogan più conosciuti nel mondo animalista e non, ma non è neanche una macchina o un elettrodomestico. Il web invece è pieno di siti dove gli allevatori vendono cucciolate di razza a partire da 14.90 euro al mese, qualche volta persino con diritto di recesso e garanzia. Nel commercio sono coinvolte anche le finanziarie, che hanno attivato un ‘finanziamento di animali vivi’, con tanto di moduli già pronti. Gli interessi da pagare sono alti ma garantiscono all’allevatore l’incasso immediato e al neo proprietario rate fino a 84 mesi. Tutto regolare, ovviamente. Secondo il codice civile gli animali sono ‘beni mobili’, quindi hanno tutte le caratteristiche per essere venduti seguendo questo procedimento. Ma cosa succede se l’acquirente smette di pagare? ‘Il cucciolo non torna all’allevatore - afferma Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa - ma diventa proprietà della finanziaria’. Così, dopo i tre solleciti di rito, l’animale viene pignorato e finisce sotto sequestro, chiuso in un ricovero o finendo all’asta. Secondo l’indagine condotta dall’associazione, ci sono molti allevatori che permettono l’acquisto a rate direttamente presso di loro, senza diritto di recesso, occupandosi anche delle spese veterinarie per un anno. Non condivisibile ma onesto. Il problema vero è quando ci si rivolge agli annunci sul web: esistono siti internet che vendono cento razze diverse, con pagamenti a rate, garanzia e diritto di recesso entro trenta giorni. Per non parlare degli annunci dei privati, dietro ai quali si nascondono spesso altri allevatori non proprio regolari. E se i proprietari intendono riportare indietro il cucciolo comprato? Che fine fanno gli animali restituiti? "La maggior parte viene soppressa - continua il Presidente - perché tanto, prevedendo il recesso, i cuccioli non sono stati chippati e registrati all’anagrafe, quindi legalmente non esistono. Senza contare che poi la maggior parte sono importati clandestinamente dall’estero’. L’Aidaa chiede quindi che si indaghi su questi siti e annunci online per scoprire il mercato parallelo e spesso illegale che vi si nasconde dietro, con un gran danno in primo luogo per l’animale, ma anche per gli allevatori che svolgono il loro lavoro seriamente. Non ultimo, sarebbe bello se si potesse accelerare l’iter di approvazione della legge per riconoscere gli animali come esseri senzienti. |
Ultimo aggiornamento ( Sabato 10 Dicembre 2011 23:07 )









