Il carattere del Gatto Norvegese
Il carattere tipico del Gatto delle Foreste Norvegesi non assomiglia assolutamente a quello di altre razze.
Non bisogna farsi trarre in inganno dal suo aspetto imponente e selvaggio e dalle sue origini che lo vorrebbero far apparire come un animale piuttosto aggressivo e selvatico, forastico. Invece è estremamente affettuoso e dolce, con uno straordinario equilibrio psicologico, un "gigante buono". E' molto vivace, forte, molto sicuro di se, il suo temperamento è spesso deciso, coraggioso e temerario. E' un animale socievole, molto giocherellone, ama la presenza di altri gatti in casa che accetta tranquillamente. Quindi particolarmente adatto ai bambini, con i quali riesce a stabilire un ottima intesa, e spesso consigliato dai medici per la PET TERAPY, proprio per il suo carattere così equilibrato.
Non gli piace sentirsi comandato e vuole essere trattato alla pari, ma è anche un gatto molto intelligente che può facilmente imparare molte cose, spesso viene definito come gatto-cane per questa sua caratteristica. Il Norvegese ama imparare giocando e impara velocemente il suo nome, a camminare al guinzaglio, ad andare a prendere e riportare i giochi e le palline.
Ama la vita all’aria aperta e non teme il freddo grazie alla sua folta pelliccia. Sarà cura del padrone recingere l’area dove eventualmente tenerlo temporaneamente all’esterno, tenendo ben presente che si tratta di un ottimo scalatore e saltatore, abituato alle arrampicate sugli alberi ed a veloci discese. E' importante che la recinzione sia sufficientemente alta, non scalabile e non superabile.
Si adatta molto bene alla vita in appartamento, ricordiamoci però di mettere a disposizione del nostro amico a quattro zampe alcuni giochi ed un robusto albero tiragraffi alto in sisal (e con alcune piattaforme a diverse altezze e giochini sospesi) dove si attaccherà con le sue forti unghie e troverà posizioni di riposo alte da cui dominerà la situazione.
E' utile per chi adotta un gatto norvegese imparare a capire il suo modo di interagire con l'ambiente e con gli altri e di esprimersi. Qualche spiegazione quindi è necessaria:
LE ORECCHIE: le orecchie dei gatti sono dotate di una muscolatura volontaria e possono essere orientate a seconda dell’ umore del gatto. I movimenti delle orecchie, , rappresentano alle volte gli unici indizi delle emozioni del gatto.
LE VIBRISSE: anche i baffi del gatto, chiamati vibrisse, che normalmente fungono da organi sensori nei movimenti perché in grado di percepire ogni vibrazione soprattutto al buio, si orientano a seconda delle attività ed emozioni del gatto. Durante le attività della veglia sono disposti ad arco, ma vengono rapidamente ripiegate all’indietro verso le guance al momento dell’attacco.
COME CI PARLA: i gatti possiedono un maggior numero di voci rispetto ai cani ed ai cavalli. Nel passato erano stati classificati ben 16 tipi di versi usati dai gatti, ma gli studiosi di oggi assicurano che sono molti di più. Sono infatti stati scoperti molti altri suoni. Si possono suddividere in tre categorie e cioè in:
- Mormorii - sono le fusa e indicano normalmente uno stato d'animo affettuoso e rilassato e una percezione di benessere. Talvolta vengono emesse anche da gatte in procinto del parto o da gatti sofferenti che cercano un conforto positivo che li distragga dai loro dolori.
- Vocalizzi - sono i miagolii, sollecitano attenzione oppure esprimono un disagio o un bisogno (fame, sete, voglia di coccole). Quelli che indicano il bisogno di un/una partner sono molto particolari, nel maschio sembrano bitonali in cui si susseguono un tono breve quasi strozzato e poi uno più lungo e modulato e possono durare ore ed ore, spesso ore notturne! Strazianti. Quelli della femmina in calore sono invece meno rumorosi, quasi dei borbotti ma più acuti e tremuli. Anche questi possono durare ore ed ore, spesso ore notturne! Altrettanto strazianti. Un capitolo a parte i vocalizzi dolci e sommessi scambiati da mammagatta con i cuccioli che invece hanno un vagito molto sonoro e stridulo all'inizio, è un richiamo inconfondibile che calamita subito la mamma per la poppata. Molti norvegesi usano la modulazione dei vocalizzi come un chiacchiericcio, sembra proprio che vogliano parlare e ... raccontare qualcosa.
- Vibrazioni forti - Sono i soffi ed i ringhi, preludono azioni quali l'attacco, la difesa e l'atto sessuale.
Per poter comprendere al meglio i loro comportamenti, si deve far attenzione non solo all'espressione vocale ma anche al tono della voce e ai movimenti che l'accompagnano. E’ soprattutto con gli amici umani che il gatto norvegese “parla” perché, con gli altri gatti, utilizza principalmente il linguaggio del corpo come la posizione delle orecchie, della coda e l’aprirsi oppure il socchiudersi degli occhi, per poi arrivare al sonoro solo quando l'interlocutore felino non vuole capire.
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Ottobre 2011 00:10 )
IL CARATTERE